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venerdì 27 maggio 2016

L'atipico riscontro.

"Double Face" si tratta di un'opera realizzata con la Pittura di Trasformazione, la tecnica che Flavio Fassio, ha inventato nel 2013, in questa versione web il dipinto è seguito da un piccolo racconto estratto, da: " il libro degli incipit monchi". Una serie di brevi inizi di racconti, che Flavio si diverte a scrivere per accompagnare la sue arte visuale. Questo pezzo ci è sembrato congruente, con la modalità tecnica usata per la realizzazione del dipinto. In effetti sia nella parte visiva che nella componente scritta siamo di fronte a una traccia, che cambia colore ogni determinato lasso di tempo e che in entrambi i casi è eseguita a mano libera. Per cui ci è sembrato utile accomunare questi due racconti, quello visivo e quello scritto, per fare risaltare ancora di più questa caratteristica. Altra caratterizzazione particolare dell'opera è il fatto di non potere essere contemplata interamente dal monitor, ma di richiedere per poterla guardare, lo scorrere della stessa sullo schermo. Chi scrive è Alfio Fissavo, Critico e Curatore di Flavio Fassio, con il quale posso annunciare oggi di riprendere la felice collaborazione che già ci ha accompagnato e accomunato per tutto il 2014 e parte del 2015. Il personaggio del Commissario Vaschio Policarno, è solo frutto della fantasia e non vuole riferirsi a nessun personaggio reale, ammesso che esista. 


Non furono, trafugati oggetti e valori personali dalle stanze, violate la notte scorsa.

L'intromissione di persone estranee, si poteva solo desumere, da quella riga colorata, scritta a matita che percorreva il lungo e largo la grande villa cambiando colore ogni due o tre metri.

Il fatto che si parlasse di più persone era dato dalla molteplicità delle righe che attraversavano le stanze, della villa, un compito impossibile per una sola persona. Tracciare da solo tutti quei passaggi, tutte quelle tracce, la casa risultava completamente percorsa da segni di colore.

Un infinità di righe coloratissime, che dopo due o tre metri cambiavano colore, tracciate a ogni tipo di altezza che percorrevano i muri, riempiendoli completamente di una infinità di tratti colorati. 

Una moltitudine di sfumature, come se migliaia di mani avessero disegnato l'intero interno dell'ampia villa.

Il Commissario Vaschio Policarno nei suoi quasi quarantanni di onorata carriera, ne aveva viste di cose strane, ma lo spettacolo di quella villa, con i muri completamente colorati a matita, andava oltre ogni senso logico, semplicemente non si riusciva a capire...

 


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