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mercoledì 29 aprile 2015

Ragionamenti sulla Primavera di stagione e d'età.





C'e' questa primavera ballerina che parte al mattino benino, per poi fare caldo e dopo raffresca di un'umidità che precede pioggia, ma è primavera e il tempo del cambiamento per eccellenza e della instabilità, per cui fatevene un ragione.
Uno si può arrabbiare, può protestare, può dire che non ci son più le primavere di un tempo o semplicemente può accettare quello che viene, con filosofia o rassegnazione, oppure informandosi sulla previsione del tempo che verrà. Per premunirsi di ombrello o di maglione, scarpa idrorepellente o zoccoletto,
per stare sempre a temperatura costante evitando sbalzi, sobbalzi, correnti, o inversioni termiche repentine e biricchine.
Di sicuro ci sarà sempre qualcuno che a primavera avrà altro da fare, come diceva Rebagliati, qualche annetto fa.
" È primavera... svegliatevi bambine alle cascine, messere Aprile fa il rubacuor. E a tarda sera, madonne fiorentine, quante forcine si troveranno sui prati in fior."

Ecco volevo fare un discorso sulle forcine nei prati, io cammino molto nella mia zona, tra prati, colline, boschetti e sponde del Po, una zona abbastanza ampia, al limite della città di Torino, io con Back-Bach
mi trovo spesso a passeggiare e correre pianissimo in queste zone, senza mai incontrare anima viva, nei prati, oppure rari corridori, rari ciclisti, rari passeggiatori.
Nei prati non c'e' più nessuno, levato qualche contadino chino sul suo lavoro, per il resto il prato è il moderno deserto sconosciuto al cittadino, o semisconosciuto, e nei prati non c'è più chi le perde ma neanche chi le trova le forcine, o forse non c'è più neanche chi le mette.

Quindi altri sono diventati i luoghi dove perdere forcine, magari sono i centri commerciali, o le discoteche del pomeriggio del Sabato e della Domenica, ecco forse li tra i divanetti e luci basse, si perdono le moderne forcine, sostanzialmente anche in questo c'è un allontanamento dalla natura.
Come si può fermare il cambiamento di abitudini, e perchè fermarlo, cosè che non fa più perdere forcine nei prati? ho pensato molto alla risposta ma trovo solo ''La paura''.
Paura degli altri, paura dei mostri alla "Pacciani", paura del "Branco", paura di fare "Brutti incontri".

Per cui quando vedete i branchi di teen-ager che si incontrano, nei vari luoghi dell'attuale perdita di forcine, dovete pensare che sono la risposta a questa paura, i moderni luoghi pubblici oggi frequentati, sono una risposta alla ricerca di sicurezza, alla perdita di controllo sulla natura, che resta ad uso di pochi o ad abuso di atri,  solitario deserto moderno vicino a noi ma distante più di un viaggio aereo low-cost.
Una natura vicina non fequentata, non utilizzata, non presidiata, non vissuta, quanta natura di questo tipo ha l'Italia da ri-conquistare, da ri-appropriarsi, da ri-usare e da ri-scoprire.
Chissà quanto tempo passerà prima che Back-Bach mi trovi una forcina in mezzo all'erba e me la porti durante una delle nostre passeggiate sopra e sotto la collina.

Questo ragionamento è iniziato con un primo pezzo scritto su Face Book poi si è trasferito su questo Blog, ingrandendosi ed allargando il suo orizzonte, grazie ad una vecchia canzone, e a delle forcine che un tempo si trovavano al mattino nei prati primaverili ed oggi non più, si sono ipotizzati dei perché di questo cambio d'abitudine e di luoghi, e voi cosa ne pensate ???

Ciao Flavio

Precisazioni: Back-Bach è il nome doppio del mio cane con 2 nomi (un giorno vi raccontero il perchè)
Il Quadro-File all'inizio della storia, ha come titolo: Curioso Geloso,
Se volete vedere altri miei Quadri-Files oppure i Video Musical derivati da essi potete venire a dare un'occhiata al mio sito: http://www.flavio-manufatti-d-arte.it/






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