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lunedì 2 marzo 2015

Vi racconto la storia di piccolo elefante l'esploratore e grande elefante l'inamovibile.



In ognuno di noi, ci sono due elefanti nell'animo. Uno piccolino rivolto versto West, lo chiameremo l'esploratore e uno più grande rivolto verso Est che chiameremo l'inamovibile.
L'esploratore ha molta volgia di cercare le novità, per fare questo è disposto a tutto, l'esploratore non ama la routine ed è sempre alla ricerca di qualche cosa di nuovo. Irrequieto e sognatore, cerca mettendosi in gioco, una via di uscita dal banale che uccide la vita e la fantasia. E' pieno di energia e di forza, piccolo ma tenace, come "Ercolino sempre in piedi" (Mi rendo conto che devo un poco descrivere Ercolino sempre in piedi, perchè forse non tutti hanno avuto modo di vederne uno, infatti è qualche cosa legato alla mia infanzia, trattasi dunque Ercolino, di; pupazzo plastificato alto 1,2 mt con la base piena di sabbia, potevi dargli un pugno buttandolo a terra ma lui tornava sempre in piedi, appunto.) ad ogni caduta si rialza e ritorna in posizione pronto con entusiasmo a ricominciare. Il piccolo elefante, ha una energia inesauribile, da dove gli arrivi questa forza non è dato sapere. Forse è una forza legata all'energia cosmica che è in ognuno di noi, ma sicuramente è inesauribile. Il piccolo elefante è a capo della nostro immaginario creativo e lavora nel campo della fantasia per modificare i nostri orizzonti temporali, attraverso l'attività creativa. Da lui passano idee, sogni, ipotesi, domande, abbozzi di risposte, possibili soluzioni, visioni, intuizioni, una spinta a fare, a provarci, a buttarsi, la nostra voglia di comunicare. Ma nel nostro animo, c'e' anche un'altra presenza, più grande e più forte, rappresentato dal grande elefante. E' l'inamovibile, la nostra parte d'animo che non vuole rischiare, non vuole mostrarsi, non vuole assolutamente mettersi in gioco, e soprattutto non ama l'incertezza, l'incognito, non fà un passo senza avere prima ponderato i pro e i contro,  vive d'abitudine, dei piccoli riti quotidiani rassicuranti, di certezze, di solidità e mangia la noia. L'inamovibile usa il cinismo per demolire ogni cosa, insinua il dubbio nella riuscita di qualsiasi progetto, razionalizza in modo tombale ogni nuova idea, banalizzandola e ridicolizzandola, pensa che non ci sia altro domani diverso da oggi, e cerca di perpretare all'infinito la ripetitività della quotidianità come unica e possibile pratica di felicità praticamente possibile. Inutile dire che i due elefanti nel nostro animo sono perennemente in lotta, essendo l'inamovibile + grande e + forte si potrebbe pensare che l'esito della battaglia sia scontato, ed invece non è sempre cosi, cioè per una gran parte di casi gli orientamenti dell'animo umano sono scontati , ma non per tutti.
Ecco se vi chiedete come mai sono diventato pittore all'età di 55 anni, immaginatevi che il mio elefantino l'esploratore deve avere convinto l'inamovibile a seguirlo, non mi chiedete come abbia fatto,  adesso so solo,  che tutti e due sono rivolti al West, e  siamo tutti ( loro ed io ) alla ricerca di qualche cosa di nuovo. Forse noi l'abbiamo trovato nella pittura di trasformazione, nei Quadri- Files che sono il prodotto di questa nuova tecnica e nei video che da questi Quadri-Files produco. Video nei quali replico la mia esperienza visiva, di studio-incontro con un grande Quadro, trovato un giorno nel mio peregrinare al museo. Ho virtualizzato questa mia esperienza visiva che penso alla lunga essere un po quella di tutti, per riproporvi attraverso i miei video un nuovo modo di guardare al concetto di "Quadro".
Ho raccolto tutti questi miei pensieri, che ruotano intorno alla dematerializzazione del Quadro, in un progetto che ho chiamato: Ceci n'est pas un "Quadro".
Io uso la tecnologia, la virtualizzazione e la multimedialità per creare mi definisco un pittore/imbianchino digitale, artigiano della virtualizzazione e produttore di video dipinti a mano libera da me.
Potete vedere i miei lavori a questo link: http://www.flavio-manufatti-d-arte.it/





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